Presentazione sul cibo nella letteratura siciliana

Sabato 5 ottobre la professoressa Elina Suolahti e il professor Antonio Sciacovelli ci hanno fornito un’importante introduzione al rapporto tra cibo e letteratura siciliana, concentrandosi in particolare sui grandi autori siciliani dall’Ottocento in avanti.

Nel primo dei due interventi, la professoressa Suolahti ha mostrato come il cibo, tema tipico della letteratura di ambito mediterraneo, fosse presente già in età medievale, con la lettura di un sonetto di Folgore da San Gimignano e vari riferimenti al Decameron di Boccaccio.

Passando ad argomenti più strettamente siciliani, il viaggio è cominciato con Verga e Pirandello, con la dimensione etica e sociale del cibo che sottolineava le disaguaglianze sociali. Passando per Sciascia e Maraini, con le pietanze simbolo del ricordo e dell’appartenenza regionale, siamo arrivati fino al Montalbano di Camilleri e ai suoi splendidi banchetti in riva al mare.

L’intervento del professor Sciacovelli si è invece concentrato sul Gattopardo e sul cibo inteso come metafora e allegoria.

Dopo un breve excursus sugli studiosi che si sono concentrati sul millenario rapporto cibo-letteratura, il professor Sciacovelli ci ha guidato all’interno del capolavoro di Tomasi di Lampedusa sottolineando il rapporto tra le portate e i personaggi, in particolar modo il principe di Salina.

L’Associazione degli Insegnanti di Italiano ringrazia di cuore i relatori e coloro che hanno partecipato a questa giornata speciale. Un ringraziamento va anche all’Istituto Italiano di Cultura per aver messo a disposizione le aule di Ullankatu.

(testo di Mattia Retta)

 

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